Promosso dall’Osservatorio ICT nel Real Estate della School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con ICME Management Consultants e con il patrocinio di OSMI si è svolto ieri il convegno “L’ ICT nel Real Estate: un potenziale innovativo non ancora sfruttato”.
Occasione del Convegno è stata la presentazione dei risultati della Ricerca 2009 che si è basata su un insieme di casi di studio che hanno coinvolto circa 30 grandi imprese, sia private che pubbliche, che gestiscono patrimoni immobiliari “rilevanti”, con l’obiettivo di mettere in evidenza il contributo di innovazione ed i benefici di business derivanti da un sapiente utilizzo delle ICT.

Al termine della presentazione dei risultati della Ricerca si è tenuta una Tavola Rotonda durante la quale sono intervenuti alcuni fornitori di soluzioni e servizi ICT che si rivolgono ad imprese operanti nel settore del Real Estate. “Il Real Estate è un settore particolarmente significativo all’interno del sistema economico di tutti i paesi occidentali - ha detto Raffaello Balocco, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio il quale ha aggiunto- Il patrimonio immobiliare rappresenta una componente rilevante dell’attivo di bilancio delle imprese , pari, ha un valore reale che supera spesso in misura significativa quello contabile ed è un ambito in cui, per molte imprese, si prospettano ampi margini di riduzione dei costi e di recupero di efficienza. Nonostante questo, il Real Estate italiano è ancora lontano dalla dimensione assunta all’interno delle economie di altri Paesi esteri. Sono quindi evidenti le potenzialità di crescita futura di tale settore nel nostro Paese”.

“La crescita del settore del Real Estate e l’internazionalizzazione delle imprese italiane- ha affermato Mario Caputi, anch’egli Responsabile Scientifico dell’Osservatorio - passa attraverso la corretta interpretazione degli scenari economico-finanziari, l’adeguamento e la rielaborazione dei modelli di business, la ricerca dell’efficienza operativa, l’erogazione di servizi innovativi, l’integrazione degli attori della filiera. Proprio le ICT, ed i manager che le governano i Chief Information Officier (CIO), possono supportare tali sfide, ponendosi, sempre più, come agenti interni di innovazione e di efficienza”.

Dall’analisi sul ruolo dell’ICT e del CIO, emerge una situazione particolarmente variegata coerente con l’eterogeneità delle imprese che operano nel settore del Real Estate in Italia.
A seconda della tipologia di attore considerato, l’ICT può assumere un ruolo ed una rilevanza differente: in alcune imprese (proprietari utilizzatori, costruttori, fornitori di servizi di Property e Facility Management) l’ICT viene vista come una leva di automazione ed innovazione dei processi; in altri casi (proprietari investitori con obiettivi puramente finanziari) l’ICT assume un ruolo di supporto ad una più efficace e tempestiva gestione delle informazioni necessarie per prendere decisioni chiave di investimento; per i proprietari utilizzatori di patrimoni immobiliari particolarmente “rilevanti”, invece, l’ICT viene considerata uno strumento per gestire con maggiore rapidità e minori traumi i cambiamenti e le evoluzioni, nel patrimonio immobiliare, derivati da riorganizzazioni aziendali, da operazioni di fusione e acquisizione, ecc.

“Nella maggior parte dei casi analizzati tuttavia - prosegue Raffaello Balocco - il Vertice ed il management considerano l’ICT ancora come una commodity che “deve” assicurare l’esecuzione di attività necessarie. Il valore, in questi casi, è purtroppo percepito più quando è negativo, cioè quando qualcosa non funziona, che non quando è positivo, essendo “scontato” nella sua finalità base, che è quella di eseguire un semplice compito o di automatizzare un’attività. Anche il ruolo del CIO (o del Responsabile ICT) è, in molti casi, relegato a quello di semplice esecutore, con una scarsa o, quantomeno, limitata partecipazione alla definizione delle strategia dell’impresa e con un profilo spesso “sbilanciato” verso competenze tecniche, a scapito di quelle di business. In un certo numero di casi, tuttavia, l’ICT inizia ad essere percepita come una leva di innovazione strategica, che non si limita ad “automatizzare” un processo che qualcun’altro - il management di business - ha messo a punto, ma che può contribuire a forgiare tale processo in modo diverso, innovativo, e a creare così nuove fonti di vantaggio competitivo.”

Attraverso l’analisi si sono individuati alcuni ambiti di innovazione futuri abilitati dall’ICT, che potrebbero portare benefici di business rilevanti per le imprese del Real Estate nel medio-lungo periodo. La necessità di migliorare il supporto informativo nelle decisioni di investimento, anche grazie all’utilizzo di fonti di informazioni esterne, potrebbe spingere alcune imprese focalizzate su attività di natura finanziaria (Investment e Portfolio Management), all’adozione di soluzioni ICT “evolute” (ad esempio, Investiment Information Systems o Management Information Systems), in sostituzione delle attuali applicazioni di produttività personale. Tali soluzioni ICT, oltre alla possibilità di integrare fonti informative eterogenee, porterebbero anche ad una digitalizzazione di tutte le informazioni relative agli immobili, con effetti importanti e non trascurabili nelle attività di compravendita e di due-diligence.

Per le imprese di costruzioni di grandi dimensioni, un ambito di particolare interesse nel medio-lungo periodo è rappresentato dal controllo dell’andamento dei lavori all’interno dei cantieri, un’area attualmente ancora poco presidiata e interessata marginalmente dall’utilizzo di soluzioni ICT. L’utilizzo di applicazioni Web e Mobile&Wireless per l’accesso alla documentazione (ad esempio, disegni, documenti tecnici, ecc.) e per supportare le attività di coloro che operano “sul campo”, potrebbe consentire un aumento importante di efficienza e flessibilità nell’esecuzione di tali attività.

Un altro tema particolarmente rilevante che riguarda le attività di sviluppo e costruzione è relativo al pesante iter burocratico per l’ottenimento di permessi e licenze da parte delle Pubblica Amministrazione.
Le imprese analizzate hanno messo in evidenza le enormi potenzialità che deriverebbero dalla digitalizzazione integrale di tutti gli scambi interattivi con la Pubblica Amministrazione: dalle procedure relative alle visure catastali e ai piani regolatori al recepimento della documentazione inerente la compravendita, dalle pratiche notarili all’ottenimento dei permessi e delle licenze, ecc.

Nelle attività di Property e Facility Management, la necessità di aumento di efficienza nell’erogazione dei servizi (ad esempio, di manutenzione, di gestione degli edifici, ecc.) potrà spingere verso una maggiore adozione di soluzioni di bulding automation, di controllo a distanza degli edifici e degli impanti (ad esempio, attraverso soluzioni machine to machine), di automazione delle attività dei manutentori e e dei tecnici, ecc. Infine, trasversale rispetto agli ambiti di innovazione precedenti, dall’analisi emerge una chiara tendenza verso una maggiore integrazione di tutti gli attori della filiera. Le soluzioni ICT a supporto della collaborazione e dello scambio di informazioni potranno, in questo ambito, giocare un ruolo particolarmente interessante per le imprese del Real Estate in Italia.

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