Italia, non ci sarà la bolla immobiliare
10 lug 2009
Paolo Buzzetti, presentando i dati elaborati dall’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni, sottolinea come, a differenza di altri Paesi, come Spagna e Irlanda, dove gli investimenti in abitazioni, dal 1998 al 2007, sono aumentati di oltre il 90%, superando la domanda reale interna, nel nostro Paese, la crescita, nello stesso periodo, sia avvenuta in modo più contenuto (+34%), «lasciando il fabbisogno abitativo italiano ancora lontano dall’essere soddisfatto».
Una situazione, prosegue Buzzetti, che, peraltro, è destinata a peggiorare, già da quest’anno, considerato come, dopo novi anni consecutivi di crescita, per la prima volta il settore stia assistendo a un periodo di difficoltà, con una riduzione dei livelli produttivi pari all’1,1%, che aumenteranno, nel 2009, dove le previsioni già parlano di un calo di investimenti in costruzioni pari all’1,5 per cento. I comparti più in difficoltà sono (e saranno) la nuova edilizia abitativa (-2,8% nel 2008 e -3% nel 2009) e le opere pubbliche (-3,7% nel 2008 e -4,7% nell’anno successivo). «Si sta aprendo - dice Buzzetti - una fase che, senza giri di parole, possiamo definire di recessione».
Fondamentale, quindi, aiutare il settore, in primo luogo, non togliendo liquidità alle imprese. Politica che, purtroppo, sottolinea Buzzetti, non sta avvenendo. Anzi. «I rischi di una stretta creditizia - dice - che l’Ance aveva sottolineato già un anno fa, si sono purtroppo avverati, sia sotto forma di minori prestiti erogati, che di un sensibile aumento dei tassi praticati dalle banche». Basti pensare, prosegue, al costo del denaro per i prestiti a tasso fisso per l’acquisto di immobili da parte delle famiglie, più alto di circa un punto percentuale rispetto alla media dell’area euro. Parla di «situazione anomala» Buzzetti, che sta comportando problemi alle imprese sane, ma, soprattutto, «gravi risvolti sociali», dal momento che, spiega, l’impennata dei tassi «influisce direttamente sulla capacità d’indebitamento delle famiglie e rischia, anche, di avere pesanti ripercussioni sulla sostenibilità delle rate di mutuo». Per Buzzetti «dopo gli interventi pubblici di aiuto alle banche, è necessario, ora, un abbassamento del costo del denaro».
Buzzetti promuove, invece, il piano casa del Governo «a patto - osserva - che non si esaurisca nell’offerta di nuove abitazioni per le fasce più deboli della popolazione, ma rappresenti l’occasione per il rinnovamenti di interi pezzi di città». Un piano, peraltro, che potrebbe essere a costo zero per lo Stato, se solo il fondo già previsto presso la Cassa depositi e prestiti «potesse rappresentare la garanzia per il finanziamento delle iniziative promosse dalle imprese». Critiche, poi, al taglio di investimenti del 14,2%, nel 2009, destinati a nuove infrastrutture, mentre disco verde a un’approvazione rapida del decreto legge contro il caro prezzi dei materiali e garanzia di continuità nei pagamenti delle opere pubbliche in corso. Tra le richieste, infine, per superare velocemente e col minor danno possibile l’attuale situazione di crisi del settore delle costruzioni, da segnalare, nuovi incentivi fiscali per gli immobili destinati all’affitto e ripristino dell’Iva sull’invenduto oltre i 4 anni previsti. Boccate d’ossigeno per l’intero comparto edilizio, che, conclude Buzzetti, «rappresenta pur sempre il motore fondamentale per la nostra economia».
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