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	<title>Patrimonio-Immobiliare.info</title>
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	<description>Servizi e Software per la gestione del Patrimonio Immobiliare</description>
	<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 17:06:40 +0000</pubDate>
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		<title>Case di Stato un business da 4,7 miliardi</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 17:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Al via la valorizzazione degli immobili del Demanio. Solo ad aprile incassati 10 milioni con le vendite]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal Colosseo alla Reggia di Caserta, dalle vecchie caserme, alle miniere - ormai abbandonate - dell&#8217;Isola d&#8217;Elba, da Palazzo Chigi al Quirinale. Il portafoglio immobiliare dello Stato italiano ammonta a 78 miliardi di euro, dice la stima aggiornata a maggio del 2009 che il direttore dell&#8217;Agenzia del Demanio Maurizio Prato ha consegnato di recente alla commissione Finanze del Senato. Negli ultimi anni l&#8217;Agenzia, subentrata nel 2001 al Dipartimento del territorio del Ministero delle Finanza, ha lavorato al censimento di questo immenso patrimonio, oltre 30 mila tra terreni e immobili. Nel frattempo è partito un piano per «valorizzare» 11.500 di questi. Valgono complessivamente 4,7 miliardi di euro, l&#8217;Agenzia ha diversi strumenti per farli rendere: le vendite, le permute e, appunto, le «valorizzazioni».</p>
<p>Gli altri beni non si toccano: ci sono gli immobili di uso governativo, come il Quirinale e Palazzo Montecitorio e quelli che appartengono al patrimonio artistico del Paese, come il Colosseo o la Reggia di Caserta. Il piano vendite prosegue a pieno ritmo (10 milioni di euro incassati ad aprile scorso), 40 milioni di euro la base d&#8217;asta di quelli messi all&#8217;incanto a giugno. La «valorizzazione» - meccanismo introdotto con la Finanziaria 2007 - è partita da circa un anno. Si tratta di concessioni che durano da un minimo di 19 ad un massimo di 50 anni fatte a investitori privati. Questi ultimi si impegnano a riqualificare gli edifici, in molti casi non più utilizzati, per destinarli ad altri scopi: culturali, commerciali, turistici. Nell&#8217;elenco di sono palazzi, terreni, torri, fari, edifici militari che hanno un valore commerciale alto ma richiedono una ristrutturazione completa. Al Senato Prato si è soffermato soprattutto sulla valorizzazione del demanio marittimo, che - essendo gestibile interamente dalle regioni - può rappresentare «la prima occasione del federalismo».</p>
<p>Una villa nel Fiorentino<br />
Intanto, già un anno fa si è concluso l&#8217;iter per l&#8217;aggiudicazione della concessione di Villa Tolomei, una vecchia dimora di grande pregio storico e artistico sulle colline di Marignolle nei pressi di Firenze. Ricca di affreschi, stucchi e sculture che risalgono alla fine del ‘700, è stata data in affitto a un gruppo di imprese (Isotel, Exen e Sogea). Per affittarla hanno offerto il doppio del canone stabilito come base d&#8217;asta. Il progetto presentato per riqualificare la villa trasformerà in un grande albergo di lusso i sette differenti edifici di Villa Tolomei, per un totale di 3.500 mq interni circondati da 17 ettari di parco: 40 camere, ristorante, centro benessere. Naturalmente il progetto prevede il rifacimento totale degli impianti per minimizzare il consumo energetico.</p>
<p>Dopo l&#8217;esercito<br />
Gli ex immobili della Difesa sono in tutto circa quattrocento. A partire dal 2007 sono stati siglati i primi protocolli d&#8217;intesa con i Comuni italiani per il loro recupero e riconversione. Per esempio il Comune di Torino è riuscito a recuperare le risorse finanziarie necessarie per l&#8217;acquisto della Cavallerizza Reale, che ora verrà recuperata e quindi restituita alla città. Per questo tipo di immobili si è aperta una nuova procedura: la Difesa potrà operare su alcune caserme autonomamente, valorizzandole con accordi sul territorio per vendite dirette. E qui si torna all&#8217;occasione di «federalismo» citata da Prato durante la sua relazione sull&#8217;attività dell&#8217;Agenzia.</p>
<p>Gli enti locali<br />
Altro strumento nato dalla Finanziaria 2007 sono i Programmi Unitari di Valorizzazione (PUV), studiati pianificare la riqualificazione di patrimoni immobiliari pubblici situati nello stesso territorio, razionalizzando tutti gli interventi in progetti di ampio respiro. Ai Puv possono aderire enti locali, quali la Regione e la Provincia, o enti pubblici come le Camere di Commercio e le aziende sanitarie, che possono a loro volta mettere a disposizione immobili di loro proprietà. Una volta valutate e approvate le nuove destinazioni d&#8217;uso stabilite dagli enti locali, l&#8217;Agenzia del Demanio provvede a preparare bandi di gara per i privati e si occuperà anche delle verifiche necessarie nelle diverse fasi degli interventi di ristrutturazione e riqualificazione.</p>
<p>Vista mare<br />
Il prossimo appuntamento per gli investitori sarà la nuova vendita pubblica indetta dall&#8217;Agenzia per l&#8217;area di Vigneria all&#8217;isola d&#8217;Elba, una miniera abbandonata nel Comune di Rio Marina. Il lotto che andrà all&#8217;asta è composto da terreni, fabbricati civili e industriali e strade, con una superficie totale di circa 6 ettari, proprio di fronte al mare. La destinazione d&#8217;uso è già stata decisa, e trattandosi di un terreno che si affaccia sulla costa orientale dell&#8217;isola d&#8217;Elba, non è stato difficile trovarla. Anche qui nascerà una grande struttura turistica: la cubatura realizzabile è di circa 45.700 metri. L&#8217;acquirente dovrà recuperare l&#8217;ex-miniera sia dal punto di vista ambientale che da quello dell&#8217;economia locale. Con l&#8217;albergo bisognerà realizzare anche servizi culturali e sportivi che per Rio Marina: anche gli abitanti del comune avranno da guadagnarci. Il prezzo a base d&#8217;asta è stato fissato 8,88 milioni di euro, cifra ridotta rispetto agli 11 milioni richiesti nella precedente asta andata deserta. Sembrava una cifra ragionevole, ma anche per lo Stato banditore è tempo di crisi.</p>
<p>Autore: Stefano Cosenz</p>
<p>Fonte: La Stampa</p>
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		<title>Italia, non ci sarà la bolla immobiliare</title>
		<link>http://www.patrimonio-immobiliare.info/archives/696</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 16:59:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Non c'è da temere per il mercato immobiliare italiano. Ad assicurarlo è il presidente dell'Ance]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Paolo Buzzetti, presentando i dati elaborati dall&#8217;Osservatorio congiunturale sull&#8217;industria delle costruzioni, sottolinea come, a differenza di altri Paesi, come Spagna e Irlanda, dove gli investimenti in abitazioni, dal 1998 al 2007, sono aumentati di oltre il 90%, superando la domanda reale interna, nel nostro Paese, la crescita, nello stesso periodo, sia avvenuta in modo più contenuto (+34%), «lasciando il fabbisogno abitativo italiano ancora lontano dall&#8217;essere soddisfatto».<br />
Una situazione, prosegue Buzzetti, che, peraltro, è destinata a peggiorare, già da quest&#8217;anno, considerato come, dopo novi anni consecutivi di crescita, per la prima volta il settore stia assistendo a un periodo di difficoltà, con una riduzione dei livelli produttivi pari all&#8217;1,1%, che aumenteranno, nel 2009, dove le previsioni già parlano di un calo di investimenti in costruzioni pari all&#8217;1,5 per cento. I comparti più in difficoltà sono (e saranno) la nuova edilizia abitativa (-2,8% nel 2008 e -3% nel 2009) e le opere pubbliche (-3,7% nel 2008 e -4,7% nell&#8217;anno successivo). «Si sta aprendo - dice Buzzetti - una fase che, senza giri di parole, possiamo definire di recessione».</p>
<p>Fondamentale, quindi, aiutare il settore, in primo luogo, non togliendo liquidità alle imprese. Politica che, purtroppo, sottolinea Buzzetti, non sta avvenendo. Anzi. «I rischi di una stretta creditizia - dice - che l&#8217;Ance aveva sottolineato già un anno fa, si sono purtroppo avverati, sia sotto forma di minori prestiti erogati, che di un sensibile aumento dei tassi praticati dalle banche». Basti pensare, prosegue, al costo del denaro per i prestiti a tasso fisso per l&#8217;acquisto di immobili da parte delle famiglie, più alto di circa un punto percentuale rispetto alla media dell&#8217;area euro. Parla di «situazione anomala» Buzzetti, che sta comportando problemi alle imprese sane, ma, soprattutto, «gravi risvolti sociali», dal momento che, spiega, l&#8217;impennata dei tassi «influisce direttamente sulla capacità d&#8217;indebitamento delle famiglie e rischia, anche, di avere pesanti ripercussioni sulla sostenibilità delle rate di mutuo». Per Buzzetti «dopo gli interventi pubblici di aiuto alle banche, è necessario, ora, un abbassamento del costo del denaro».</p>
<p>Buzzetti promuove, invece, il piano casa del Governo «a patto - osserva - che non si esaurisca nell&#8217;offerta di nuove abitazioni per le fasce più deboli della popolazione, ma rappresenti l&#8217;occasione per il rinnovamenti di interi pezzi di città». Un piano, peraltro, che potrebbe essere a costo zero per lo Stato, se solo il fondo già previsto presso la Cassa depositi e prestiti «potesse rappresentare la garanzia per il finanziamento delle iniziative promosse dalle imprese». Critiche, poi, al taglio di investimenti del 14,2%, nel 2009, destinati a nuove infrastrutture, mentre disco verde a un&#8217;approvazione rapida del decreto legge contro il caro prezzi dei materiali e garanzia di continuità nei pagamenti delle opere pubbliche in corso. Tra le richieste, infine, per superare velocemente e col minor danno possibile l&#8217;attuale situazione di crisi del settore delle costruzioni, da segnalare, nuovi incentivi fiscali per gli immobili destinati all&#8217;affitto e ripristino dell&#8217;Iva sull&#8217;invenduto oltre i 4 anni previsti. Boccate d&#8217;ossigeno per l&#8217;intero comparto edilizio, che, conclude Buzzetti, «rappresenta pur sempre il motore fondamentale per la nostra economia».</p>
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		<title>Obbligo di certificazione energetica nelle compravendite immobiliari</title>
		<link>http://www.patrimonio-immobiliare.info/archives/693</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2009 15:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 1° luglio 2009 anche le singole unità immobiliari dovranno essere dotate dell’attestato di certificazione energetica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 1° luglio 2009 anche le singole unità immobiliari (vendute, affittate o comunque trasferite a titolo oneroso) dovranno essere dotate dell&#8217;attestato di certificazione energetica così come previsto all&#8217;art. 6 comma 1-bis, lettera c) del D.lgs 192/2005. In attesa delle linee guida nazionali, l&#8217;ACE (Attestato di Certificazione Energetica) potrà essere sostituito dall&#8217;AQE (Attestato di Qualificazione Energetica), introdotto dal D.Lgs. 311/2006, che avrà validità transitoria e sarà idoneo a determinare le prestazioni energetiche degli edifici.</p>
<p>L&#8217;obbligo della dotazione grava sul venditore o, nel caso si tratti di nuove costruzioni o di immobili oggetto di ristrutturazioni importanti, sul costruttore. Considerata l&#8217;incidenza della disposizione in esame, alcuni chiarimenti sono stati forniti dal Consiglio Nazionale del Notariato secondo cui &#8220;l&#8217;obbligo di dotazione, pur essendo previsto (con previsione di default) in capo al venditore ovvero al costruttore, può essere assunto a proprio carico dall&#8217;acquirente in forza di una specifica pattuizione, alla quale le parti, adeguatamente informate e valutati i propri interessi concreti, potranno addivenire nel rogito notarile&#8221;. Il costo della certificazione dipenderà dalle dimensioni dell&#8217;immobile e dalla tipologia degli impianti e dei materiali presenti.</p>
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		<title>Asta Immobiliare: la domanda di partecipazione</title>
		<link>http://www.patrimonio-immobiliare.info/archives/689</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 15:11:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[La nuova normativa in vigore ha reso possibile una più ampia partecipazione alle aste immobiliari, tradizionalmente dedicate ad un limitato gruppo di professionisti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La nuova normativa in vigore ha reso possibile una più ampia partecipazione alle aste immobiliari, tradizionalmente dedicate ad un limitato gruppo di professionisti.<br />
Per partecipare ad un&#8217;asta immobiliare è opportuno raccogliere le informazioni e consultare la documentazione relativa ai procedimenti di svolgimento e alle caratteristiche degli immobili.<br />
La principale fonte di informazione è la Cancelleria del Tribunale:<br />
La Cancelleria Fallimentare se si tratta di un&#8217;asta immobiliare derivante da un fallimento.<br />
La Cancelleria per le Esecuzioni Immobiliari se si tratta, invece, di un&#8217;asta immobiliare derivante da esecuzione, generalmente promossa dalle banche per mutui non pagati.<br />
Risulta fondamentale, prima dell&#8217;adesione all&#8217;asta immobiliare, esaminare il fascicolo e la perizia sull&#8217;immobile, effettuata da geometri o ingegneri su incarico del giudice, in modo da ottenere importanti informazioni per una partecipazione più attenta e consapevole all&#8217;asta immobiliare (ad esempio se l&#8217;immobile è occupato e in virtù di quale contratto, se esiste).<br />
Esaminata l&#8217;ordinanza e la perizia estimativa, se si intende partecipare alla vendita quali acquirenti, si deve redigere un apposita domanda che, sulla base delle indicazioni fornite nell&#8217;ordinanza del giudice (o notaio) competente alla vendita, deve essere depositata presso la Cancelleria (o studio notarile, in caso di delega a notaio o, ancora, nel luogo da questi indicato).</p>
<p>(www.economialive.it)</p>
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		<title>L&#8217;Ict può essere una leva per il real estate</title>
		<link>http://www.patrimonio-immobiliare.info/archives/686</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 15:07:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Potrebbe favorire il controllo dei lavori, gli scambi informativi con la Pa, la building automation. Al Cio il ruolo di agente di efficienza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Ict potrebbe contribuire allo sviluppo del settore del real estate, a patto di essere sfruttata a fondo. Emerge da una ricerca realizzata dall&#8217;Osservatorio Ict nel Real Estate della School of Management del Politecnico di Milano, che si è basata su un insieme di casi di studio su circa trenta grandi imprese, private e pubbliche, che gestiscono patrimoni immobiliari.<br />
Per delimitare l&#8217;ambito di analisi della ricerca, l&#8217;Osservatorio ha proposto uno schema di classificazione delle imprese basato su tre variabili: i processi di gestione del patrimonio immobiliare presidiati dall&#8217;impresa (Investment Management, Portfolio Management, Asset Management, Sviluppo e Costruzione, Property e Facility Management), la tipologia di imprese (proprietari di patrimoni immobiliari o non proprietari) e gli obiettivi perseguiti nella gestione del patrimonio immobiliare (utilizzo strumentale o rendimento finanziario).<br />
In base a ciò è stato possibile individuare sette categorie di imprese: i proprietari-utilizzatori, che gestiscono immobili di proprietà, strumentali rispetto al proprio business principale; i proprietari-investitori, per i quali la gestione del patrimonio immobiliare rappresenta il core business; i costruttori; i fornitori di servizi di Property e Facility Management; i fornitori di servizi di Asset Management; i fornitori di servizi di intermediazione; gli studi di progettazione ed i general contractor. In questa prima Ricerca dell&#8217;Osservatorio, l&#8217;attenzione si è focalizzata sulle prime quattro categorie.<br />
Dall&#8217;analisi sul ruolo dell&#8217;Ict e del Cio, emerge una situazione variegata. A seconda della tipologia di attore considerato, l&#8217;Ict può assumere un ruolo e una rilevanza differente: in alcune imprese (proprietari utilizzatori, costruttori, fornitori di servizi di Property e Facility Management) l&#8217;Ict è vista come una leva di automazione e innovazione dei processi; in altri casi (proprietari investitori con obiettivi puramente finanziari) assume un ruolo di supporto a una tempestiva gestione delle informazioni necessarie per prendere decisioni di investimento; per i proprietari utilizzatori di patrimoni immobiliari rilevanti, invece, l&#8217;Ict è considerata uno strumento per gestire con rapidità i cambiamenti e le evoluzioni, nel patrimonio immobiliare, derivati da riorganizzazioni aziendali, da operazioni di fusione e acquisizione.<br />
Nella maggior parte dei casi analizzati, il vertice e il management considerano l&#8217;Ict ancora come chi deve assicurare l&#8217;esecuzione di attività necessarie. Il valore, in questi casi, è percepito più quando è negativo, cioè quando qualcosa non funziona, che non quando è positivo, essendo dato per scontato nella sua finalità di base, che è quella di eseguire un compito o di automatizzare un&#8217;attività.<br />
Anche il ruolo del Cio, in molti casi, è relegato a quello di semplice esecutore, con una limitata partecipazione alla definizione delle strategie dell&#8217;impresa e con un profilo orientato a competenze tecniche, a scapito di quelle di business.<br />
In alcuni casi, tuttavia, l&#8217;Ict inizia a essere percepita come una leva di innovazione strategica, che non si limita a svolgere un processo che il management ha messo a punto, ma che può contribuire a modellarlo in modo innovativo.<br />
La ricerca ha anche approfondito il portafoglio applicativo delle imprese che gestiscono patrimoni immobiliari. Ne ha tratto che esiste un&#8217;elevata frammentazione del parco applicativo, con problemi di integrazione (situazione che ha portato, in particolare in alcune imprese di grandi dimensioni maggiori, all&#8217;adozione di architetture orientate a servizi); una scarsa apertura delle applicazioni verso l&#8217;esterno; una natura prevalentemente transazionale del portafoglio applicativo.<br />
A livello di applicazioni, le evoluzioni prospettate dalle imprese fanno riferimento a una tendenza verso una maggiore integrazione tra le diverse applicazioni a supporto delle attività di gestione del patrimonio immobiliare e con le applicazioni a supporto del core business dell&#8217;impresa; all&#8217;intenzione, da parte di un certo numero di imprese, di adottare soluzioni di Business intelligence; a un tentativo di apertura di alcune applicazioni a soggetti esterni all&#8217;impresa; ad una tendenza verso l&#8217;uso di applicazioni mobili.<br />
Gli ambiti di innovazione abilitati dall&#8217;Ict riguardano l&#8217;adozione di soluzioni di gestione delle informazioni in sostituzione delle attuali applicazioni di produttività personale, che porterebbero a una digitalizzazione delle informazioni relative agli immobili, con effetti importanti nelle attività di compravendita e di due-diligence. Per le imprese di costruzioni di grandi dimensioni, un ambito di particolare interesse nel medio-lungo periodo è rappresentato dal controllo dell&#8217;andamento dei lavori all&#8217;interno dei cantieri.<br />
Nelle attività di Property e Facility Management, la necessità di aumento di efficienza nell&#8217;erogazione dei servizi potrà spingere verso una maggiore adozione di soluzioni di bulding automation, di controllo a distanza degli edifici e degli impianti.</p>
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		<title>Iva applicabile alla gestione del patrimonio immobiliare</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 14:50:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Un'attività di gestione del partrimonio immobiliare è rilevante ai fini Iva se integra lo svolgimento di un'attività commerciale,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la risoluzione n. 169/E, l&#8217;Agenzia delle Entrate si è pronunciata in seguito ad un&#8217;istanza di interpello in cui l&#8217;Associazione Nazionale dei Piccoli Comuni d&#8217;Italia (ANPCI) chiede di conoscere il trattamento tributario, ai fini Iva, dell&#8217;attività di gestione del patrimonio immobilare, ossia compravendita e/o locazione delle proprietà dei piccoli Comuni.<br />
L&#8217;Amministrazione finanziaria ha chiarito che un&#8217;attività di gestione del partrimonio immobiliare è rilevante ai fini Iva se integra, secondo i ciriteri prestabiliti, lo svolgimento di un&#8217;attività commerciale, quando cioè esiste una struttura imprenditoriale la cui finalità è realizzare un risultato economico.</p>
<p>(www.professionisti24.ilsole24ore.com)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ICT PER MODERNIZZARE LA GESTIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE</title>
		<link>http://www.patrimonio-immobiliare.info/archives/683</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 14:55:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[si è svolto il convegno "L' ICT nel Real Estate: un potenziale innovativo non ancora sfruttato". ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Promosso dall&#8217;Osservatorio ICT nel Real Estate della School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con ICME Management Consultants e con il patrocinio di OSMI si è svolto ieri il convegno &#8220;L&#8217; ICT nel Real Estate: un potenziale innovativo non ancora sfruttato&#8221;.<br />
Occasione del Convegno è stata la presentazione dei risultati della Ricerca 2009 che si è basata su un insieme di casi di studio che hanno coinvolto circa 30 grandi imprese, sia private che pubbliche, che gestiscono patrimoni immobiliari &#8220;rilevanti&#8221;, con l&#8217;obiettivo di mettere in evidenza il contributo di innovazione ed i benefici di business derivanti da un sapiente utilizzo delle ICT.</p>
<p>Al termine della presentazione dei risultati della Ricerca si è tenuta una Tavola Rotonda durante la quale sono intervenuti alcuni fornitori di soluzioni e servizi ICT che si rivolgono ad imprese operanti nel settore del Real Estate.  &#8220;Il Real Estate è un settore particolarmente significativo all&#8217;interno del sistema economico di tutti i paesi occidentali - ha detto Raffaello Balocco, Responsabile Scientifico dell&#8217;Osservatorio il quale ha aggiunto- Il patrimonio immobiliare rappresenta una componente rilevante dell&#8217;attivo di bilancio delle imprese , pari, ha un valore reale che supera spesso in misura significativa quello contabile ed è un ambito in cui, per molte imprese, si prospettano ampi margini di riduzione dei costi e di recupero di efficienza. Nonostante questo, il Real Estate italiano è ancora lontano dalla dimensione assunta all&#8217;interno delle economie di altri Paesi esteri. Sono quindi evidenti le potenzialità di crescita futura di tale settore nel nostro Paese&#8221;.</p>
<p>&#8220;La crescita del settore del Real Estate e l&#8217;internazionalizzazione delle imprese italiane- ha affermato Mario Caputi, anch&#8217;egli Responsabile Scientifico dell&#8217;Osservatorio - passa attraverso la corretta interpretazione degli scenari economico-finanziari, l&#8217;adeguamento e la rielaborazione dei modelli di business, la ricerca dell&#8217;efficienza operativa, l&#8217;erogazione di servizi innovativi, l&#8217;integrazione degli attori della filiera. Proprio le ICT, ed i manager che le governano  i Chief Information Officier (CIO), possono supportare tali sfide, ponendosi, sempre più, come agenti interni di innovazione e di efficienza&#8221;.</p>
<p>Dall&#8217;analisi sul ruolo dell&#8217;ICT e del CIO, emerge una situazione particolarmente variegata coerente con l&#8217;eterogeneità delle imprese che operano nel settore del Real Estate in Italia.<br />
A seconda della tipologia di attore considerato, l&#8217;ICT può assumere un ruolo ed una rilevanza differente: in alcune imprese (proprietari utilizzatori, costruttori, fornitori di servizi di Property e Facility Management) l&#8217;ICT viene vista come una leva di automazione ed innovazione dei processi; in altri casi (proprietari investitori con obiettivi puramente finanziari) l&#8217;ICT assume un ruolo di supporto ad una più efficace e tempestiva gestione delle informazioni necessarie per prendere decisioni chiave di investimento; per i proprietari utilizzatori di patrimoni immobiliari particolarmente &#8220;rilevanti&#8221;, invece, l&#8217;ICT viene considerata uno strumento per gestire con maggiore rapidità e minori traumi i cambiamenti e le evoluzioni, nel patrimonio immobiliare, derivati da riorganizzazioni aziendali, da operazioni di fusione e acquisizione, ecc.</p>
<p>&#8220;Nella maggior parte dei casi analizzati tuttavia - prosegue Raffaello Balocco - il Vertice ed il management considerano l&#8217;ICT ancora come una commodity che &#8220;deve&#8221; assicurare l&#8217;esecuzione di attività necessarie. Il valore, in questi casi, è purtroppo percepito più quando è negativo, cioè quando qualcosa non funziona, che non quando è positivo, essendo &#8220;scontato&#8221; nella sua finalità base, che è quella di eseguire un semplice compito o di automatizzare un&#8217;attività. Anche il ruolo del CIO (o del Responsabile ICT) è, in molti casi, relegato a quello di semplice esecutore, con una scarsa o, quantomeno, limitata partecipazione alla definizione delle strategia dell&#8217;impresa e con un profilo spesso &#8220;sbilanciato&#8221; verso competenze tecniche, a scapito di quelle di business. In un certo numero di casi, tuttavia, l&#8217;ICT inizia ad essere percepita come una leva di innovazione strategica, che non si limita ad &#8220;automatizzare&#8221; un processo che qualcun&#8217;altro - il management di business - ha messo a punto, ma che può contribuire a forgiare tale processo in modo diverso, innovativo, e a creare così nuove fonti di vantaggio competitivo.&#8221;</p>
<p>Attraverso l&#8217;analisi si sono individuati alcuni ambiti di innovazione futuri abilitati dall&#8217;ICT, che potrebbero portare benefici di business rilevanti per le imprese del Real Estate nel medio-lungo periodo. La necessità di migliorare il supporto informativo nelle decisioni di investimento, anche grazie all&#8217;utilizzo di fonti di informazioni esterne, potrebbe spingere alcune imprese focalizzate su attività di natura finanziaria (Investment e Portfolio Management), all&#8217;adozione di soluzioni ICT &#8220;evolute&#8221; (ad esempio, Investiment Information Systems o Management Information Systems), in sostituzione delle attuali applicazioni di produttività personale. Tali soluzioni ICT, oltre alla possibilità di integrare fonti informative eterogenee, porterebbero anche ad una digitalizzazione di tutte le informazioni relative agli immobili, con effetti importanti e non trascurabili nelle attività di compravendita e di due-diligence.</p>
<p>Per le imprese di costruzioni di grandi dimensioni, un ambito di particolare interesse nel medio-lungo periodo è rappresentato dal controllo dell&#8217;andamento dei lavori all&#8217;interno dei cantieri, un&#8217;area attualmente ancora poco presidiata e interessata marginalmente dall&#8217;utilizzo di soluzioni ICT. L&#8217;utilizzo di applicazioni Web e Mobile&amp;Wireless per l&#8217;accesso alla documentazione (ad esempio, disegni, documenti tecnici, ecc.) e per supportare le attività di coloro che operano &#8220;sul campo&#8221;, potrebbe consentire un aumento importante di efficienza e flessibilità nell&#8217;esecuzione di tali attività.</p>
<p>Un altro tema particolarmente rilevante che riguarda le attività di sviluppo e costruzione è relativo al pesante iter burocratico per l&#8217;ottenimento di permessi e licenze da parte delle Pubblica Amministrazione.<br />
Le imprese analizzate hanno messo in evidenza le enormi potenzialità che deriverebbero dalla digitalizzazione integrale di tutti gli scambi interattivi con la Pubblica Amministrazione: dalle procedure relative alle visure catastali e ai piani regolatori al recepimento della documentazione inerente la compravendita, dalle pratiche notarili all&#8217;ottenimento dei permessi e delle licenze, ecc.</p>
<p>Nelle attività di Property e Facility Management, la necessità di aumento di efficienza nell&#8217;erogazione dei servizi (ad esempio, di manutenzione, di gestione degli edifici, ecc.) potrà spingere verso una maggiore adozione di soluzioni di bulding automation, di controllo a distanza degli edifici e degli impanti (ad esempio, attraverso soluzioni machine to machine), di automazione delle attività dei manutentori e e dei tecnici, ecc. Infine, trasversale rispetto agli ambiti di innovazione precedenti, dall&#8217;analisi emerge una chiara tendenza verso una maggiore integrazione di tutti gli attori della filiera. Le soluzioni ICT a supporto della collaborazione e dello scambio di informazioni potranno, in questo ambito, giocare un ruolo particolarmente interessante per le imprese del Real Estate in Italia.</p>
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		<title>L’ Indagine Tecnoborsa 2009: le famiglie italiane e il mercato immobiliare nelle sei grandi città</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 14:46:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Mettendo a confronto l' Indagine attuale sui grandi Comuni con le due precedenti è emerso che continua a scendere la quota di chi ha effettuato almeno una transazione immobiliare nelle grandi città]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le transazioni immobiliari effettuate negli ultimi due anni.<br />
Nel biennio 2007 - 2008 è emerso che solo il 10% degli intervistati ha effettuato almeno una transazione cioè, acquistato, venduto, preso in locazione e / o dato in locazione un immobile. Mettendo a confronto l&#8217; Indagine attuale sui grandi Comuni con le due precedenti è emerso che continua a scendere la quota di chi ha effettuato almeno una transazione immobiliare nelle grandi città. Infatti, nell&#8217; Indagine 2005 erano il 18,5% degli intervistati e nel 2007 sono stati il 12,4%.<br />
Analizzando il profilo socio - demografico emerge che le famiglie più attive sono state quelle giovani senza figli o con figli piccoli (il cui capofamiglia ha meno di 45 anni), con un reddito ed un livello di istruzione medio - alti. Geograficamente le città più vivaci sono state Roma e Torino.</p>
<p>Le compravendite effettuate<br />
Andando ad analizzare il comparto delle compravendite è emerso che il 4,7% degli intervistati ha acquistato un&#8217; abitazione nel biennio esaminato, mentre l&#8217; 1,1% ha tentato ma senza successo.</p>
<p>Rispetto all&#8217; Indagine 2007 la situazione è rimasta sostanzialmente invariata, infatti, non è stato recuperato il calo di circa due punti percentuali che era stato rilevato nel 2005. Analizzando il profilo degli acquirenti si conferma una certa vivacità delle famiglie giovani - adulte in crescita: il soggetto protagonista resta, quindi, il nucleo familiare il cui capo famiglia ha un&#8217; età compresa tra i 25 ed i 44 anni, senza figli o con figli piccoli oppure i single.</p>
<p>Quanto al profilo economico continuano ad emergere prevalentemente famiglie con un livello culturale alto o medio alto e con una buona situazione economica. Le città più attive sono state Torino e Roma.</p>
<p>Da un focus sulle cause del mancato acquisto è emerso che, così come già riscontrato nell&#8217; Indagine 2007, più della metà dei fallimenti sono da imputarsi ai prezzi ritenuti eccessivi sia rispetto alle disponibilità delle famiglie, sia rispetto alla qualità degli immobili; a seguire, troviamo la scarsa offerta nella zona prescelta (22,7%), la mancanza di abitazioni consone alle esigenze dei potenziali acquirenti (18,2%) e, infine, la scarsa qualità degli immobili offerti (4,5%).</p>
<p>Per quanto concerne l&#8217; utilizzo dell&#8217; immobile acquistato al primo posto continuiamo a trovare l&#8217; acquisto dell&#8217; abitazione principale (77,4%), che pur rimanendo al di sotto dei valori rilevati nel 2005, è salita di 22 punti percentuali rispetto all&#8217;Indagine 2007. Al secondo posto (8,7%), continuiamo a trovare la motivazione come seconda casa vacanze, (anche se è notevolmente calata rispetto al 2007 di -14,4 punti percentuali), e il desiderio di effettuare un investimento; al terzo posto troviamo coloro che hanno acquistato una seconda casa per parenti prossimi (5,2%). Le ultime due motivazioni indicate sono cresciute rispetto a quanto rilevato nel 2005 ma sono scese rispetto ai dati riscontrati nel 2007.</p>
<p>I due requisiti a cui hanno prestato più attenzione maggiore della metà di coloro che hanno acquistato o tentato di acquistare un&#8217; abitazione nel biennio preso in esame sono: dimensioni (62,9%); prezzo (59,6%). Seguono tranquillità della zona (27%), vicinanza al luogo di lavoro (24,7%), comfort e qualità delle rifiniture (22,5%), ubicazione in zona centrale (20,2%), vicinanza dei trasporti pubblici (19,1%), vicinanza ai parenti e, sostanzialmente a pari merito, vicinanza a servizi (18%), vicinanza ad aree verdi (15,7%), facilità di parcheggio (14,6%), ubicazione in zona periferica (12,4%). Mentre, gli aspetti che hanno pesato meno nella scelta dell&#8217;immobile sono stati ubicazione in zona vicina alle principali vie di comunicazione (5,6%) e ubicazione in zona in fase di riqualificazione (4,5%).</p>
<p>Per quanto riguarda la località è emerso che l&#8217; acquisto di abitazione in città è predominante rispetto alle altre aree geografiche (mare, montagna, collina / campagna). Infatti, ha interessato il 92,5% delle famiglie acquirenti. Tale percentuale sale al 97,5% se si analizzano solo coloro che hanno acquistato un&#8217;abitazione principale e addirittura raggiunge il 100% se si considera solo chi ha acquistato una casa per parenti prossimi.</p>
<p>Da un focus su coloro che hanno acquistato un&#8217; abitazione principale in città si è rilevato che il 29,1% l&#8217; ha acquistata in centro, il 32,6% in semi-periferia e il 38,4% in periferia (quest&#8217; ultimo valore è cresciuto di 7,5 punti rispetto al 2007 e di 12,9 rispetto al 2005).</p>
<p>Tale risultato è coerente con il fatto che sono saliti coloro che nell&#8217; acquistare una casa hanno privilegiato quelle ubicate in zone tranquille e silenziose; sicuramente un altro fattore che ha influito nella scelta è il costo più basso delle abitazioni situate nelle periferie, visto che la causa principale del mancato acquisto continua ad essere il prezzo troppo elevato degli immobili.</p>
<p>Infine, per quanto riguarda l&#8217; ubicazione dell&#8217; immobile rispetto al Comune di residenza dell&#8217; acquirente, è emerso che ben l&#8217; 82,9% di chi acquistato casa negli ultimi due anni lo ha fatto all&#8217; interno del Comune in cui risiede.</p>
<p>Andando ad analizzare le caratteristiche degli immobili che sono stati acquistati nel biennio 2007 - 2008 si è riscontrato che il taglio più richiesto continua ad essere il trilocale (44,1%), specialmente tra i nuclei familiari formati da 3 o 4 persone il cui capofamiglia ha tra i 45 e i 64 anni. Abbastanza rilevante anche la richiesta del bilocale (23,7%), anche se in calo rispetto alle rilevazioni precedenti; seguono i quadrilocali e quelli con 5 e più vani, che sono richiesti rispettivamente dal 14% e dal 10,8% delle famiglie. Bassa, invece, la richiesta di monolocali (7,5%) anche se in crescita rispetto a quanto riscontrato nelle Indagini 2005 e 2007.</p>
<p>Per quanto concerne, invece, la superficie degli immobili gli appartamenti più acquistati sono stati quelli con superficie media (71 - 100 mq) e medio - piccola (36 - 70 mq): i primi sono richiesti principalmente da coppie giovani e da famiglie monogenitore, mentre i secondi sono preferiti prevalentemente da persone che vivono sole. A seguire, troviamo gli appartamenti grandi e medio grandi (oltre i 100 mq), preferiti da coppie con figli; meno richieste le abitazione con una superficie inferiore ai 36 mq.</p>
<p>Per quanto riguarda lo stato dell&#8217; immobile non si riscontrano notevoli differenze, dal momento che le percentuali sono abbastanza allineate, anche se è emersa una leggera prevalenza degli immobili già ristrutturati: il 18,3% ha acquistato un immobile nuovo, il 30,1% uno ristrutturato, il 24,7% uno abitabile ed, infine, il 26,9% uno da ristrutturare.</p>
<p>Dall&#8217; analisi della tipologia dell&#8217; immobile, invece, è emerso che il 97,8% degli acquisti si è concentrato sugli appartamenti: Il 53,8% ai piani intermedi; il 22,6% al piano terra e il 21,5% al piano attico. È interessante sottolineare che nessuno degli intervistati ha acquistato una villa singola.</p>
<p>Per quanto riguarda le dotazioni degli immobili è emerso che il 74,2% di coloro che hanno acquistato un&#8217; abitazione, nel biennio 2007 - 2008, hanno preferito quelle con terrazza / balcone, scelte da coppie mature con o senza figli; il 67,7% con ascensore condominiale; il 57% con cantina e / o soffitta; la presenza di un posto auto occupa solo il quarto posto (37,6%). Seguono altre dotazioni ritenute comode ma meno indispensabili, quali: giardino condominiale (34,4%); servizio di portierato (18,3%) e giardino di pertinenza (8,6%).</p>
<p>Dal confronto con le Indagini 2005 e 2007 emerge un forte calo di coloro che hanno scelto un&#8217; abitazione dotata di un giardino di pertinenza. Invece, si è riscontrato un incremento per quanto riguarda l&#8217; acquisto di case con terrazza / balcone, con ascensore condominiale e con cantina e / o soffitta, che come abbiamo sottolineato sono le tre dotazioni che hanno pesato maggiormente nella scelta delle abitazioni acquistate nell&#8217; ultimo biennio.</p>
<p>Come in passato, emerge un buon grado di soddisfazione per le caratteristiche dell&#8217;immobile acquistato; ciò conferma il fatto che l&#8217; acquirente - tipo italiano è un soggetto molto oculato e avvertito, visto che la scelta della casa è una scelta importante e duratura e viene quindi elaborata sulla base delle esigenze e delle priorità della famiglia, anche se sono cresciuti coloro che si sono dichiarati poco / per niente soddisfatti delle dotazioni e dello stato di conservazione (rispettivamente il 15,1% e il 21,5% degli acquirenti). Viceversa, il 98,9% ha affermato di essere molto / abbastanza soddisfatto per le dimensione dell&#8217; immobile comprato.</p>
<p>Spostando l&#8217; analisi su coloro che hanno venduto almeno un&#8217; abitazione nel biennio 2007 - 2008 si è riscontrato che sono stati solo il 2,1% degli intervistati, confermano il trend discendente iniziato nel 2007; infatti, c&#8217; è stato un calo di 0,6 punti percentuali rispetto al 2007 e di 1,9 punti rispetto al 2005.</p>
<p>Dall&#8217; analisi del profilo socio - demografico si è riscontrato che hanno venduto una casa prevalentemente coppie senza figli o single, il cui capofamiglia ha un&#8217; età compresa tra i 55 e i 74 anni, con un livello culturale basso o medio basso; il fenomeno è trasversale rispetto alla dimensione del nucleo familiare. Le città più vivaci sono state Torino e Genova.</p>
<p>Le vendite avvenute hanno riguardato prevalentemente le abitazioni principali (63,6% di coloro che hanno venduto), fenomeno fortemente in crescita rispetto a quanto riscontrato nelle due rilevazioni precedenti; al secondo posto c&#8217; è chi ha venduto le abitazioni tenute come forma di investimento (13,6%); infine, a parità di punteggio, ci sono coloro che hanno ceduto le seconde case destinate alle vacanze o a parenti prossimi (11,4%).</p>
<p>Le abitazioni principali sono state vendute prevalentemente da persone fra i 25 e i 34 anni con un livello di istruzione medio - basso; le case per investimento sono state cedute più che altro da persone anziane; le seconde case sono state vendute, in particolare, da coppie senza figli e nuclei monogenitori con età compresa tra i 45 i 54 anni.</p>
<p>La motivazione predominante che induce alla vendita di un&#8217; abitazione si riscontra essere ancora la sostituzione con un&#8217; altra abitazione principale (52,3%). Rilevante è anche la quota di chi ha venduto per acquistare una casa per parenti prossimi (25%), valore decisamente in crescita rispetto a quanto riscontrato nelle due Indagini precedenti sulle grandi città; decisamente in aumento la quota di coloro che hanno ceduto un immobile per effettuare altri investimenti (15,9%), questo mette in evidenza che le famiglie italiane sono più propense a speculare rispetto al passato; solo il 4,5% di coloro che hanno venduto lo ha fatto per acquistare una seconda casa vacanze; molto forte il calo di coloro che hanno venduto per bisogno di liquidità (2,3%).</p>
<p>Dall&#8217; incrocio tra il tipo di abitazione venduta ed il motivo della vendita è emerso che il 75% di coloro che hanno venduto un&#8217; abitazione principale l&#8217; hanno fatto per acquistare un&#8217; altra abitazione principale; coloro che hanno ceduto altre tipologie di abitazione lo hanno fatto principalmente per acquistare una casa per parenti prossimi, mentre nell&#8217; Indagine 2007 le famiglie vendevano le case non destinate a viverci spinti dal bisogno di liquidità.</p>
<p>Tra le esigenze più rilevanti che inducono una famiglia alla sostituzione della prima casa c&#8217; è la necessità di vivere in un luogo più confortevole (47,6%) e in una zona più tranquilla (38,1%); scende al terzo posto, a parità di punteggio con il desiderio di vivere in zone più centrali, la necessità di avere una casa più grande (33,3%), motivazione che è sempre stata la più indicata nelle Indagini 2005 e 2007; a seguire troviamo chi ha venduto per andare a vivere vicino a parenti prossimi (23,8%), chi ha ceduto l&#8217; abitazione principale per acquistarne una più piccola (14,3%); infine, a parità di punteggio (4,8%), troviamo chi ha scelto un&#8217; abitazione con bassi consumi energetici e / o situata in zone periferiche, oppure più vicina al luogo di lavoro e ad aree commerciali.</p>
<p>Per quanto concerne le caratteristiche, il 71,5% degli immobili venduti sono piccoli (fino a 70 mq) e medio piccoli (71 - 100 mq). Il restante 28,5% delle famiglie hanno venduto immobili grandi e medio - grandi (oltre 101 mq). Le case piccole e medio piccole vengono vendute prevalentemente da coppie giovani e mature senza figli; quelle grandi vengono cedute prevalentemente da persone che vivono da sole.<br />
(www.tecnoborsa.it)</p>
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		<title>Immobiliare, possibile ripresa dal 2010</title>
		<link>http://www.patrimonio-immobiliare.info/archives/673</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 15:37:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[La metà di un panel di operatori del mercato immobiliare riferisce di una sostanziale tenuta della propria attività]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La metà di un panel di operatori del mercato immobiliare riferisce di una sostanziale tenuta della propria attività, pur a fronte della difficile congiuntura che ha investito il mondo dell&#8217;immobiliare italiano; il 36% è pessimista, convinto che la situazione non migliorerà a breve; il restante 14% ritiene che il peggio sia ormai alle spalle.<br />
Sono queste le opinioni raccolte da MonitorImmobiliare, realizzato dal Censis e da Scenari Immobiliari, attraverso un&#8217;indagine presso un gruppo qualificato di operatori ed esperti del mercato per analizzare opinioni, atteggiamenti e previsioni sulla situazione attuale e sulle prospettive future.<br />
Per quanto riguarda l&#8217;andamento complessivo del 2009, i settori considerati più in difficoltà sono i capannoni industriali (il 47% degli operatori parla di crollo), i negozi tradizionali (segmento in ridimensionamento per il 41% degli intervistati e con rischi di crollo per un altro 35%), le strutture alberghiere (mercato in riduzione per il 63% degli esperti e in forte crisi per il 31%). Più solido il settore residenziale, per il quale gli esperti prevedono un ridimensionamento contenuto e prospettive di ripresa soprattutto a partire dal 2010.<br />
Circa i fattori di cui ha bisogno il mercato immobiliare italiano in questo momento per fare un passo in avanti verso un nuovo sviluppo, due sono le questioni che vengono considerate centrali: da un lato, il definitivo affermarsi di una nuova mentalità in cui il mercato immobiliare non è più una variabile indipendente dalla qualità del prodotto, ma anzi ne rappresenta un collegamento diretto (priorità per quasi due terzi dei rispondenti); dall&#8217;altro, la necessità fondamentale di conseguire condizioni di maggiore regolazione e trasparenza del mercato (41%).</p>
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		<title>Mercato immobiliare: grandi affari in Arabia Saudita</title>
		<link>http://www.patrimonio-immobiliare.info/archives/668</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 12:27:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo CB Richard Ellis Group questo potrebbe essere il momento di fare affari in Arabia Saudita]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo CB Richard Ellis Group questo potrebbe essere il momento di fare affari in Arabia Saudita. I costruttori di tutto il mondo sarebbero infatti particolarmente attenti a monitorare quanto accade nel Paese, all&#8217;interno del quale si starebbe per assistere ad una straordinaria crescita demografica, con conseguente incremento della domanda di immobili ad uso abitativo. I numeri delle più recenti stime sembrano d&#8217;altronde dar ragione a chi vuole puntare soldi ed energie in Arabia.</p>
<p>(http://mutui.vostrisoldi.it)</p>
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